Programmatic Day 2026: AI, omnicanalità e qualità al centro del futuro dell’adtech
Una giornata di confronto con aziende, agenzie e piattaforme per raccontare trend, innovazioni e casi concreti che stanno ridefinendo il programmatic advertising. Ecco cos’è successo
Si è tenuto oggi al Teatro Nazionale di Milano il Programmatic Day 2026, l’evento di Engage dedicato al programmatic advertising, che ha riunito sul palco alcuni dei principali protagonisti del mercato per un pomeriggio di confronto su trend, innovazioni e sfide dell’ecosistema adtech.
Un’edizione che ha confermato come il programmatic sia entrato in una fase di maturità, in cui l’attenzione si sposta sempre più su qualità, integrazione dei canali e capacità di generare risultati concreti, in un contesto profondamente trasformato dall’intelligenza artificiale.
Un mercato in crescita che supera il miliardo
Ad aprire i lavori è stata Francesca Rubin, Ricercatrice dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, che ha presentato i dati aggiornati sul mercato. Il programmatic advertising in Italia continua a crescere: nel 2025 la spesa ha raggiunto i 988 milioni di euro (+8%), mentre per il 2026 è atteso il superamento della soglia del miliardo, con un valore compreso tra 1,07 e 1,08 miliardi di euro e una crescita stimata tra l’8% e il 9%. Un andamento che conferma la solidità del mercato, sempre più orientato a logiche di qualità, efficienza e integrazione tra canali.ù
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Omnicanalità, misurazione e AI: i driver del cambiamento
Il tema dell’integrazione tra canali è stato al centro dell’intervento di Gino Ruli (Spotify Advertising) e Luca Bistrattin (Google), insieme a Luca Pizio (Euronics Italia), Roberto Cataldo e Claudia Monticelli (Perfetti Van Melle). Nel corso dello speech è emerso come il programmatic si stia evolvendo verso strategie sempre più omnicanali, in cui diversi touchpoint - tra cui l’audio digitale - lavorano in modo integrato per massimizzare l’efficacia delle campagne.
Gino Ruli
Il tema della performance delle campagne è stato poi approfondito da Angela Bersini (The Trade Desk), insieme a Eleonora Galdieri (Bolton) e Pietro Ansaldi (WPP Media), con un focus sul superamento di metriche tradizionali come la reach a favore di una visione più orientata al valore.
Angela Bersini
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul programmatic è stato al centro della tavola rotonda (nella foto sotto) guidata da Exte, con Alex Martínez, Pierluigi Cosco (Publicis Media), Alessio Gabriele D’Alterio (Ciaopeople) e Simone Avanzini (Costa Crociere). Dal confronto è emerso come l’AI stia diventando un elemento chiave lungo tutta la filiera del programmatic.
A seguire, Stefano Leccese Renzetti (Adlook) ha approfondito il tema dell’attenzione pubblicitaria, evidenziando il ruolo del deep learning e dei dati di qualità per massimizzare il brand impact.
Dal DOOH all’open web: evoluzione dei canali e dei modelli
Nel primo spazio di Radio Programmatic, Riccardo Arini (IGPDecaux) ha portato il focus sul Programmatic DOOH, uno dei segmenti a più alta crescita, sempre più integrato nelle strategie omnicanali e capace di unire impatto visivo, dati e misurazione avanzata.
Il tema dell’automazione è stato invece approfondito da Michele Marzan (DoubleVerify) e Anna D’Augusta (Jakala Italia), che hanno presentato un caso concreto legato all’utilizzo di tecnologie avanzate per ottimizzare le performance, evidenziando in particolare il ruolo delle soluzioni di custom bidding.
A seguire, Benvenuto Alfieri (Locala) e Angelo Di Giorgio (GameLife) hanno mostrato come gli eventi fisici possano generare dati comportamentali reali, utili per costruire audience programmatiche di alto valore e collegare mondo offline e digitale.
Nel secondo spazio di Radio Programmatic, Carmine Laltrelli (Italiaonline) ha affrontato il tema dell’evoluzione dell’open web, evidenziando come il mercato stia attraversando una fase di trasformazione più che di crisi, con nuove opportunità legate anche all’apertura ai formati premium.
Dall’AI all’open internet: nuove prospettive per l’adtech
Nella seconda parte dell’evento, Giacomo Procida (Equativ) ha approfondito il passaggio dalla Generative AI all’Agentic Media, sottolineando come il valore si stia spostando sempre più verso l’orchestrazione delle campagne.
Il tema della comprensione delle audience è stato invece al centro dell’intervento di Giorgio Corradini (Seedtag), che ha illustrato il concetto di neuro-contextual targeting, mentre nel terzo spazio di Radio Programmatic Amélie Grenier-Bolay (PubMatic) ha raccontato l’evoluzione dell’ad tech verso modelli sempre più AI-driven.
A chiudere il programma, l’intervento congiunto di Stefano Matteotti (Onetag) ed Elena Soraya Aliyari (Aryel), che hanno illustrato la fusione tra le due realtà, un’operazione che punta a costruire nuove dinamiche di valore per l’open internet.
Un ecosistema sempre più maturo
Nel complesso, il Programmatic Day 2026 ha confermato come il programmatic advertising stia attraversando una fase di evoluzione profonda, in cui intelligenza artificiale, qualità dei dati, integrazione dei canali e misurazione avanzata rappresentano le principali direttrici di sviluppo. Un contesto in cui il valore non è più legato solo all’automazione, ma alla capacità di orchestrare tecnologie, dati e strategie per generare risultati concreti.
A partire da domani, pubblicheremo su Engage.it i video e gli approfondimenti su tutti i contenuti del Programmatic Day 2026.
Grazie come sempre per essere stati così numerosi con noi, nonostante la giornata ventosissima!
Programmatic Day anche quest’anno ha superato gli 800 presenti, con oltre 4000 contatti allo streaming su Engage.it. Ci vediamo il 18 giugno per Retail Media Strategies!