Meta chiude il secondo trimestre del 2026 con ricavi superiori alle attese degli analisti, confermando la solidità del business pubblicitario, ma con una redditività in calo alla luce degli ingenti investimenti destinati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dell'infrastruttura tecnologica. Nel periodo, Meta ha registrato ricavi pari a 60,8 miliardi di dollari, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiori alle stime di Wall Street, ferme intorno a 59,5 miliardi di dollari.
Il business pubblicitario di Meta ha continuato a mostrare segnali di forza. I ricavi advertising sono aumentati del 27% su base annua, raggiungendo 59,36 miliardi di dollari, grazie al continuo miglioramento delle prestazioni delle campagne, del targeting e del coinvolgimento degli utenti ottenuto attraverso l'intelligenza artificiale. Le impression pubblicitarie sono aumentate del 14%, mentre il prezzo medio degli annunci è cresciuto del 12%, confermando una domanda ancora sostenuta da parte degli inserzionisti.
Anche la base utenti ha continuato ad ampliarsi. A giugno le persone attive giornaliere sulle piattaforme del gruppo hanno raggiunto una media di 3,6 miliardi, in aumento del 3% rispetto all'anno precedente.
"L'intelligenza artificiale sta accelerando il nostro business principale già oggi, alimentando la nostra prossima generazione di prodotti e aprendo la strada a opportunità completamente nuove per il mercato delle imprese. I risultati sono già evidenti e sono ottimista riguardo al potenziale che ci attende", ha commentato il ceo Mark Zuckerberg.
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Sul fronte della redditività, l'utile per azione diluito è sceso a 6,18 dollari dai 7,14 dollari di un anno prima, risultando inferiore anche ai 7,22 dollari attesi dagli analisti. Il margine operativo si è ridotto al 31%, in netto calo rispetto al 43% registrato nello stesso trimestre del 2025. Il free cash flow è diminuito del 91% nel trimestre, attestandosi a 784 milioni di dollari contro gli 8,55 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Anche Alphabet, la scorsa settimana, ha riportato il primo trimestre con un flusso di cassa negativo, proprio a causa dei massicci investimenti nell'intelligenza artificiale.
I costi operativi di Meta sono aumentati del 55%, raggiungendo 42,03 miliardi di dollari. Tra le principali voci figurano 2,4 miliardi di dollari di spese legali e 1,18 miliardi legati alle indennità per i licenziamenti annunciati a maggio. Di conseguenza, l'utile operativo è diminuito dell'8%, attestandosi a 18,78 miliardi di dollari.
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L'impegno sul fronte dello sviluppo tecnologico proseguirà anche nei prossimi mesi. Meta ha rivisto al rialzo la parte bassa della guidance sulle spese in conto capitale per il 2026, portandola da 125 a 130 miliardi di dollari, confermando al tempo stesso il tetto massimo di 145 miliardi. Parallelamente, la società prevede ora spese complessive per l'anno comprese tra 165 e 169 miliardi di dollari. Gran parte delle risorse sarà destinata alla costruzione di nuovi data center, infrastrutture considerate essenziali per sostenere lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale. In questa direzione si inserisce anche la recente joint venture annunciata con BlackRock per la realizzazione di un data center da 14 miliardi di dollari a El Paso, in Texas.
Per il terzo trimestre del 2026, Meta prevede ricavi compresi tra 61 e 64 miliardi di dollari, mentre per l'intero esercizio conferma spese complessive tra 165 e 169 miliardi di dollari.